Una pompa che non riesce ad adescare è uno dei problemi più frequenti negli impianti industriali.
Quando una pompa non adesca, l’impianto si ferma, la produzione rallenta e i costi di manutenzione salgono. È uno dei guasti più frequenti — e più fraintesi — negli impianti industriali: nella maggior parte dei casi non è la pompa a essere difettosa, ma il sistema nel suo complesso a non essere stato progettato o dimensionato per il fluido che deve trattare.
In questo articolo vediamo cos’è l’adescamento, quali sono le 6 cause più comuni del mancato adescamento e come prevenirle in modo strutturato, non con rimedi temporanei.
Cos’è l’adescamento di una pompa?
L’adescamento (priming) è il processo con cui una pompa espelle l’aria presente nel corpo pompa e nella linea di aspirazione, riempiendola completamente di fluido prima di poter generare portata.
Finché nella pompa resta aria, la girante (o l’organo rotante, nel caso delle pompe volumetriche) non riesce a creare la depressione necessaria ad aspirare il fluido: la pompa gira, ma non pompa.
Pompe autoadescanti vs pompe non autoadescanti
- Pompe autoadescanti: sono progettate per espellere autonomamente l’aria intrappolata ed evacuarla, senza bisogno di un riempimento manuale preventivo della linea di aspirazione.
- Pompe non autoadescanti: richiedono che il corpo pompa e la tubazione di aspirazione siano già pieni di fluido all’avviamento (ad esempio tramite battente positivo o riempimento manuale), altrimenti non riescono a innescare l’aspirazione.
Perché l’aria impedisce il corretto funzionamento
L’aria è comprimibile, il liquido no. Una girante centrifuga è progettata per accelerare un fluido incomprimibile e trasformarne l’energia cinetica in pressione: se nella voluta c’è aria al posto del liquido, la pompa “gira a vuoto” dal punto di vista idraulico, senza generare la depressione necessaria a richiamare il fluido dalla linea di aspirazione.

Le 6 cause principali del mancato adescamento
1. Presenza di aria nella linea di aspirazione
È la causa più comune e spesso la più difficile da individuare, perché l’infiltrazione può essere minima e invisibile a occhio nudo. Le origini più frequenti sono:
- micro infiltrazioni in corrispondenza di raccordi, valvole o giunti non perfettamente a tenuta;
- guarnizioni usurate che perdono elasticità nel tempo;
- raccordi allentati per vibrazioni o dilatazioni termiche;
- tubazioni difettose, con microfessurazioni o filettature degradate.
Come riconoscerla. I sintomi tipici sono portata irregolare o intermittente, rumorosità anomala (simile a un “gorgoglio”), vibrazioni della linea e, in alcuni casi, un calo progressivo di pressione anche a regime stabilizzato.
2. Tubazione di aspirazione progettata male
Anche una pompa correttamente dimensionata non riesce ad adescarsi se la linea di aspirazione crea resistenze eccessive. I difetti di progettazione più comuni sono:
- tubazioni troppo lunghe, che aumentano le perdite di carico e il tempo necessario all’adescamento;
- curve inutili o troppo strette, che generano turbolenza e sacche d’aria;
- restringimenti lungo il percorso, anche parziali (valvole semichiuse, filtri intasati);
- diametri sottodimensionati rispetto alla portata richiesta.

3. Fluido troppo viscoso
Nelle applicazioni industriali con fluidi diversi dall’acqua, la viscosità è spesso la variabile più sottovalutata. Fluidi come oli, grassi, cioccolato, creme cosmetiche o alimentari e resine si comportano in modo molto diverso da un fluido a bassa viscosità: rallentano il riempimento della linea di aspirazione, aumentano le perdite di carico e richiedono NPSH disponibile più elevato.
Una pompa dimensionata pensando solo a portata e pressione, senza considerare la viscosità reale del prodotto, difficilmente riuscirà ad adescarsi in modo stabile — è uno degli errori di progetto più frequenti che riscontriamo in Idropres nell’analisi di impianti esistenti.
4. Temperatura del fluido
La viscosità di molti fluidi non è un valore fisso, ma cambia sensibilmente con la temperatura. Un olio a 10°C può avere una viscosità anche molte volte superiore rispetto allo stesso olio a 60°C: la stessa identica pompa, sullo stesso impianto, può adescarsi senza problemi in un caso e faticare enormemente nell’altro.
Per questo il dimensionamento corretto di una pompa deve sempre considerare l’intervallo di temperatura operativo reale, non un singolo valore teorico.
5. Cavitazione
La cavitazione è la formazione e il collasso di bolle di vapore all’interno della pompa, causati da una pressione locale che scende sotto la tensione di vapore del fluido — tipicamente in aspirazione, dove NPSH disponibile e NPSH richiesto non sono correttamente bilanciati.
Come riconoscerla: rumore simile a “ghiaia” o “sabbia” all’interno del corpo pompa, vibrazioni, calo repentino di portata e pressione.
Quali danni provoca: il collasso delle bolle genera micro-implosioni che erodono progressivamente giranti, tenute meccaniche e corpo pompa, riducendo la vita utile della macchina e, nei casi più gravi, portando a rotture premature.
6. Pompa non adatta all’applicazione
Molti impianti scelgono la pompa considerando solo portata e pressione. Sono parametri necessari, ma non sufficienti: una selezione realmente corretta deve considerare anche:
- viscosità del fluido nelle condizioni operative reali;
- temperatura di esercizio e relative variazioni;
- NPSH disponibile dell’impianto rispetto a quello richiesto dalla pompa;
- materiali compatibili con il fluido trattato;
- presenza di solidi in sospensione;
- abrasione e corrosione attese nel tempo.
Ignorare anche uno solo di questi fattori può trasformare una pompa “corretta sulla carta” in una pompa che, nella pratica, non riesce ad adescarsi in modo affidabile.
Come prevenire il mancato adescamento: checklist
✅ Verificare periodicamente lo stato delle guarnizioni
✅ Eliminare ogni infiltrazione d’aria nella linea di aspirazione
✅ Ridurre per quanto possibile la lunghezza della linea di aspirazione
✅ Verificare che il diametro delle tubazioni sia adeguato alla portata
✅ Scegliere la pompa in base all’applicazione reale, non solo a portata e pressione
✅ Analizzare viscosità e temperatura effettive del fluido prima della selezione
L’approccio IDROPRES
In IDROPRES affrontiamo ogni progetto partendo dall’analisi dell’intero processo produttivo. Non scegliamo una pompa “a catalogo”, ma valutiamo caratteristiche del fluido, viscosità, temperatura, condizioni operative e configurazione dell’impianto per individuare la soluzione più adatta, come una pompa su misura sviluppata ad hoc per la tua applicazione.
Questo approccio permette di ridurre i problemi di adescamento, aumentare l’affidabilità dell’impianto e garantire prestazioni costanti anche nelle applicazioni più complesse.
Domande frequenti
Perché la pompa perde adescamento dopo un po’ che funziona?
Solitamente è segno di un’infiltrazione d’aria intermittente (guarnizione, raccordo o valvola di fondo che non tiene) oppure di cavitazione: il sintomo peggiora quando cambiano temperatura o livello del fluido in aspirazione.
Una pompa autoadescante può comunque non adescarsi?
Sì. L’autoadescamento facilita l’espulsione dell’aria iniziale, ma non compensa problemi strutturali come una linea di aspirazione sottodimensionata, un fluido troppo viscoso o un NPSH insufficiente.
Quanto tempo dovrebbe impiegare una pompa ad adescarsi?
Dipende da pompa e impianto, ma un tempo di adescamento che si allunga progressivamente nel tempo è quasi sempre un sintomo da indagare, non una normale variabilità.
Il mancato adescamento è raramente un problema casuale. Nella maggior parte dei casi è il risultato di una progettazione non ottimale, di condizioni operative non considerate in fase di scelta o di una pompa non adeguata all’applicazione.

